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E n i o W e b P a g e

 
A teatro nel castello

         


Bolzano: Mareccio ospita il concorso
Rassegna regionale per compagnie amatoriali: successo in costante aumento  


BOLZANO

Oggi 5 Agosto 2002, io e Donatella abbiamo deciso di andare alla manifestazione:  «Teatro nel castello», quest'anno giunta all'ottava edizione. Ancora una volta da applausi per il cartellone finora proposto, per la bravura delle compagnie, per il fascinoso palcoscenico in cui, ogni settimana, si recita. È Castel Mareccio, «perla» del capoluogo altoatesino, che dimostra di essere funzionale anche per il teatro. Il resto lo hanno fatto gli organizzatori (Uilt e Arci con il patrocinio di Comune di Bolzano e di Provincia) che hanno creduto in questo concorso estivo regionale del teatro amatoriale da proporre proprio a Castel Mareccio. Gli spettacoli sono dieci. Il primo è stato applaudito il 27 giugno, l'ultimo sarà il 4 e 5 settembre prossimi. Si inizia sempre alle 21 e le recite avvengono anche in caso di pioggia visto che lo spazio interno del maniero è coperto. Questa sera è di scena il gruppo teatrale «I genitori di Sinigo» che,

 

 

per la regia di Raffaele Borzaga, proporrà « Non ti conosco più » di Aldo De Benedetti. La commedia si inserisce perfettamente in quel filone dei «telefoni bianchi» per cui l'autore è diventato famoso oltre che apprezzato. Trama semplice, forse un po' anche banale, che scatena però un meccanismo teatrale classico: equivoci a non finire, spesso assurdi, tanto che la normalità sembra impossibile a meno di un clamoroso colpo di scena. Che infatti arriva puntualmente. A Castel Mareccio recitano, per la compagnia della frazione di Merano, Loredana Bianchi, Patrizio Indeo, Roberto Munaretto, Antonia Stevan, Maria Porrini, Eugenio Longo, Loredana Aramini e Annalisa Anderle. «I genitori di Sinigo» sono oramai degli abbonati a «Teatro in Castello»: è infatti la terza volta che partecipano al concorso pur essendo la compagnia decisamente giovane (è stata costituita nel 1995). La commedia che presentano questa sera è collaudata da una serie di recite anche fuori dal territorio provinciale: buono il giudizio avuto, segno evidente che il gruppo di Sinigo s'è conquistato la sua meritata e prestigiosa «fetta» di spazio all'interno di quel teatro amatoriale regionale che sta «crescendo» - di qualità oltre che di aderenti - anche in Alto Adige. Ma torniamo a «Teatro in Castello». Giovedì 8 agosto la compagnia Argento vivo di Cognola (Trento) proporrà «L'ass de bastoni» di Ugo Palmerini per la regia di Camillo Avi e di Tiziano Cappello, il 23 agosto sarà la volta di Estroteatro (Trento) con «Come un Woody Allen» di Adelaide Iani con Maura Pettorruso regista, quindi a Castel Mareccio il 28 agosto reciterà la compagnia Strapaes di San Giacomo di Laives che proporrà «Una prima en teatro» di Caglieri/Lisciotto con la regia della stessa coautrice Lina Lisciotto. Ultimo spettacolo - il 4 e il 5 settembre - sarà «El corsaro Botola» di Michele Roat presentato fuori concorso dalla Filodrammatica di Laives diretta da Bruno De Bortoli. L'ottava edizione di questa rassegna estiva era stata aperta, il 27 giugno, dal Piccolo Teatro di Pineta, poi avevano recitato la Filodrammatica di Marco (Rovereto), il Piccolo Teatro città di Merano, la compagnia Luci della Ribalta di Bolzano. Un «cartellone» importante che il pubblico (sempre numeroso) ha dimostrato un'altra volta di gradire. Questa ennesima estate a teatro è ad alto gradimento. Il sipario, nel castello, si alzerà a lungo.


NATURNO

Proprio a ridosso di Castel Juval - il maniero acquistato e ristrutturato da Reinhold Messner - c'è «L'Osteria di buona frasca» gestita con grande attenzione e professionalità. La cucina è aperta dalle 19 alle 22 mentre alle 20, soprattutto in queste serate estive, iniziano le «performance» artistiche - in particolare musicali - che continuano a richiamare molte persone. È opportuno telefonare per la prenotazioni dei tavoli. Il numero da chiamare è lo 0473/668.238. Questa sera è di scena il trio acustico «The Difference» che proporrà il meglio del suo repertorio che spazia soprattutto nei «mitici» anni Settanta. Ma non c'è soltanto musica all'«Osteria di buona frasca». I gestori infatti si sono specializzati in una cucina che è molto apprezzata. Spiccano ovviamente i piatti tradizionali della provincia di Bolzano con un «tocco» che è sapiente oltre che originale. Da gustare. Ricordiamo che per arrivare in questo caratteristico locale bisogna percorrere la statale dello Stelvio, in Val Venosta, fino al bivio per la Val Senales. Superatolo, dopo un centinaio di metri, si sale lungo la strada asfaltata che porta a Castel Juval e quindi a questa «Osteria» che merita una visita.