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E n io  H o m e  P a g e

 
VINO PALESTINA

    I.      

Un sole celtico risplende
su di una storica produzione:
da Bronzolo un signor vino

 

Non ha nulla a che vedere con le bandiere leghiste il sole celtico che svetta su questa storica cantina di Bronzolo. Il simbolo che vi viene ritratto ha infatti una storia curiosa che risale al 1557 quando venne effigiato sulla facciata dell'albergo Lentsch da un pittore in ristrettezze economiche che pensò anche di siglarlo "Mi Lorenzo Zoffo". Il paese della Bassa Atesina che per secoli è stato centro della produzione del porfido in provincia e un importante porto fluviale per gli scambi commerciali con il sud vanta anche una sua storia viticola. Tra i primi a sfruttarne le potenzialità furono oltre un secolo fa i nobili Thomsen, che tra le varie attività che svilupparono intorno alla loro storica dimora pensarono anche di provvedersi di qualche buon vino. Come spesso accade in questi casi fu la famiglia Lentsch a ereditare molti dei vigneti dei Thomsen e a utilizzarli per rifornire il proprio albergo, come usava un tempo. Oggi la cantina può contare su una ragguardevole estensione di 12, 15 ettari, e su una promettente caratteristica, quella di produrre esclusivamente un vino, il Palestina, uvaggio bordolese di Merlot e Cabernet, che raddoppierà solo l'anno prossimo quando verrà presentato un Lagrein che su questi terreni ghiaiosi argillosi può ben riuscire. La cantina, proprio per la sua storia, conta anche su viti antiche, non sempre perfettamente identificabili, ma che probabilmente potrebbero essere classificate come Cabernet Franc e Carmener. Un taglio della resa, inoltre, potrebbe offrire al Palestina, qualcosa in più. Klaus lentsch è il bravo e giovane enologo della cantina che prima ha affiancato e poi in parte sostituto il patriarca della casa, Hartmann Lentsch. Klaus, nonostante l'età, lavora bene e sicuramente farà sempre meglio. Il Palestina, prodotto in

 

circa 25 mila bottiglie nasce su un terreno che nel nome richiama calure afose, dei paesi del sud. A questa caratteristica verrebbe fatta risalire il nome datogli dai contadini e dagli abitanti di Bronzolo. Un'altra storiella narra che il nome derivi dal fatto che il padrone, il nobile Capitano Thomsen, a lungo in navigazione di fronte alla Palestina venisse così evocato quando i contadini si recavano dai suoi fattori per riscuotere il dovuto non sempre con successo."Dov'è il padrone? In Palestina". Il vino che offre forse non a caso alcune sfumate note di frutti esotici e di spezie è un uvaggio Cabernet Sauvignon e Merlot. Vinificato

separatamente viene poi assemblato e messo ad affinare in barriques (40%) e in grandi botti di rovere di Slavonia il resto. Dopo l'assemblaggio passa un anno in bottiglia.

 

 

TRENTO

Sua eminenza l'Abate Nero
in un'estate caldissima
non perde la nobiltà, anzi.

 

Nella nostra Regione la vendemmia quest'anno, data l'estate torrida che ci ha colpito, è iniziata l'11 agosto 2003, mai a memoria d'uomo la vendemmia era iniziata prima. Le delicate uve Chardonnay, soprattutto quelle destinate alla produzione dello spumante non potevano aspettare a meno di non rinunciare a quell'acidità indispensabile per ottenere ottimi spumanti. Recentemente poi ho avuto modo di assaggiare una splendida riserva Trento Doc 1996 Abate Nero. Un vino pieno e corposo i cui piacevoli sentori di lievito evoluto lo rendevano particolarmente complesso e sapido. E' un vero peccato che troppo spesso lo spumante metodo classico sia consumato solo in occasione d'eventi o di feste particolari. Meriterebbe di essere gustato non solo come aperitivo ma come giusto accompagnatore di tutto pasto. Veniamo alla nostra Azienda Abate Nero di Gardolo, prima di tutto va precisato, che questa Cantina produce solo ed esclusivamente spumanti metodo classico Trento Doc nelle varie tipologie: extra brut, brut, extra dry, riserva. La casa Abate Nero è nata nel 1973 a Lavis, per iniziativa di un gruppo di amici appassionati di vino ma che per alcune circostanze della vita si erano cimentati solo nella produzione di vini rossi e stimolati dalla difficoltà di produrre ottimi spumanti, si sono voluti inserirsi in questo campo, del resto sono molti gli enologi trentini che ci hanno provato. La scelta del nome: Abate Nero, che richiama l'avventura del famoso Dom Perignon, l'abate francese scopritore del metodo di vinificazione che ha portato alla creazione dello champagne, ha portato fortuna, come la scelta delle nobili cantine di palazzo de Schuthaus, nel pieno centro di Lavis e combinazione di fronte alla statua di un altro personaggio religioso, don Giuseppe Grazioli, che a Lavis ha dato molto al tempo della coltivazione del baco da seta. Insomma tutto ha concorso alla crescita di questa cantina, nata per via di una sfida, anche se le sue dimensioni, sono rimaste volutamente medie, in modo da poter controllare tutti i processi, specialmente per la riserva, manualmente. Un piccolo gioco, che a poco a poco, ha dato soddisfazioni e risultati, tanto da doversi spostare come sede in locali più consoni e più pratici a Gardolo. Una menzione, poi, merita la politica adottata da Abate Nero di curare in modo particolare, oltre che i prodotti, anche i prezzi, che non siano eccessivamente elevati ma ben bilanciati in rapporto qualità prezzo. Abate Nero, Sponda Trentina 45 Gardolo - Trento, telefono 0461 246566.