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E N I O W E B P A G E

 

 
In cammino con mèta il Gran Cir

SELVA

Un'escursione che gli esperti definiscono ideale per gli esordienti: dalla stazione a monte della cabinovia Selva  Dantercepies (2300 metri) fino al Gran Cir a quota 2592. Una ora e un quarto di cammino che non presenta particolari difficoltà e che consente di ammirare un panorama di straordinaria bellezza. Dietro la stazione a monte dell'impianto a fune comincia un sentiero che aggira una spalla erbosa, poco dopo si biforca e consente l'ingresso nel parco naturale. Bisogna imboccare il sentiero a sinistra che è in salita. Si attraversa un macereto e si segue il camminamento che è contrassegnato con punti rossi. L'imbocco del canalone di accesso alla via è segnalato da una croce di marmo bianco fissata nella roccia. Si sale per tornanti lungo il lato sinistro del canalone detritico raggiungendo in alto, sulla destra, l'inizio di una cengia rocciosa attrezzata che sale ad una spalla. Da lì il sentiero marcato da punti rossi volge a sinistra sotto alcune sporgenze rocciose e raggiunge il pendio ricco di appigli sul monte, su cui sale con varie risvolte. La cima del Gran Cir la si raggiunge lungo la cresta occidentale. L'escursione è sul territorio comunale di Selva, paese raggiungibile comodamente in auto percorrendo la statale gardenese dopo aver superato Ortisei e Santa Cristina. Anche questa escursione è tratta dal libro «Montagna di poesia» edito dal coro Castel Flavon di Bolzano.

 

CAMOMILLA MON AMOUR

La camomilla è ottima per la cura dei disturbi dell'apparato digestivo e della cute, utile per calmare dolori e nevralgie,sempre efficace per rilassarsi. Con naturalezza

L'Anthemis nobilis

più nota come Camomilla romana, è una delle piante più utilizzate nella fitoterapia. Erbacea perenne con fusto eretto e ramificato, può raggiungere i 40 centimetri d'altezza. I fiori sono riuniti in capolini di circa 3 centimetri.Non sono troppo appariscenti, ma coltiviamone qualche esemplare tra le aromatiche: si rivelerà una buona idea. A scopo terapeutico si utilizzano solo i capolini fioriti, raccolti in luglio e agosto, quando la fioritura non è ancora al culmine. La Camomilla romana ha proprietà antinfiammatorie, analgesiche, cicatrizzanti ed antiallergiche. I costituenti principali sono olio essenziale, flavonoidi, polisaccaridi e tannino, che conferiscono a questa piccola grande pianta ottime proprietà 

per la cute e le mucose gastrointestinali. Per uso interno è dunque efficace nella prevenzione e cura dei disturbi dell' apparato digestivo. L'infuso di fiori freschi calma anche i dolori mestruali e le nevralgie. L'olio essenziale, distillato dai capolini fioriti, è utilizzato per massaggi e unzioni. Un preparato per gli eczemi si ottiene miscelando 50 ml di olio d'oliva con l0 gocce di olio essenziale di Camomilla romana. Aggiungete anche 5 gocce di olio essenziale di lavanda. Per la dermatite è rimedio casalingo un bagno aromatico preparato così: Un pugno di bicarbonato di sodio intriso con 10 gocce di olio essenziale di Camomilla romana e 10 gocce di olio essenziale di pino silvestre. Sciogliere nell'acqua del bagno e restare in immersione per 20 minuti. Per i più piccoli, buono l'effetto rilassante del bagnetto arricchito da un decotto di fiori freschi. Ne bastano 15 gr. in 250 ml. di acqua: lasciar bollire per un minuto, filtrare dopo mezz'ora di infusione. La "nanna" è assicurata.
 

Il fascino delle ciaspole e quello del "fondo" escursionistico: torna la voglia di vivere la montagna in modo più personale, naturale e libero
 

IL SILENZIO DI UN'ALTRA NEVE

Sapete cosa manca veramente da un po' di tempo su tante nostre montagne? Non la neve la cui assenza è contingente e prima o poi arriverà, ma qualcosa di più essenziale per considerare l'esperienza dello stare in mezzo alla natura gratificante e irripetibile per se stessi: il silenzio. C'è tanta voglia di silenzio, di cogliere la diversità e la bellezza della montagna per come è, senza sottostare alla martellante tortura di una musica sparata a tutto volume sulla terrazza di qualche ristoro, o alla routine di nobilissime attività sportive che corrono il rischio di "svuotarsi" sotto l'incalzare di una ricerca della performance, anche tecnologica, esasperata. C'è anche questo, quasi una reazione in fondo ad un certo volto della montagna invernale che va prendendo piede, dietro il successo che stanno incontrando alcune attività invernali che 

Una passeggiata con le ciaspole, uno sport a misura di famiglia

L'escursionismo
con racchette è praticato in Europa da due milioni di persone

ci portano innanzitutto lontano da tutto ciò che è omologazione, da quel voler proporre e imporre ad ogni costo e in ogni luogo certi modelli e certi stili di un quotidiano che vorremmo allontanare per un po'. Un vero esercito secondo gli ultimi dati quello che oggi pratica l'escursionismo invernale con racchette da neve, un "movimento" che a livello europeo tocca i 2 milioni di praticanti assolutamente "trasversale" rispetto a categorie sociali e fasce di età, dai bambini agli anziani.

 

RITORNO ALLE RACCHETTE

 

La racchetta da neve dunque,la più importante proposta complementare, se non addirittura alternativa alle classiche attività invernali, sci alpino e snowboard in testa, dai costi decisamente limitati e dunque a misura di famiglia. Bastava vedere sfilare i cinquemila concorrenti dell'ultima "Ciaspolada" per rendersene
i
conto. Ma anche il successo di iniziative come "Lagorai: la natura in libertà", il programma di escursioni con racchette da neve organizzato dall'Apt del Lagorai, o delle escursioni con racchette "al chiaro di luna", proposte dalle guide alpine della Val di Sole. Attrezzi dal costo contenuto e facilmente reperibili nei negozi di articoli sportivi quando non si possono affittare, voglia di faticare un po' ma senza eccessi (ci si diverte anche su un percorso pianeggiante), ecco le chiavi di lettura di un successo, unite alla disponibilità di terreni 

adatti in ogni angolo del Trentino. Con una sola avvertenza: se si decide di praticare l'escursionismo invernale con racchette da neve al di fuori dei percorsi fondovalle, su terreni di media e alta montagna, allora è indispensabile munirsi anche di Arva; pala, sonda e conoscere le tecniche di ricerca e di autosoccorso in valanga, informarsi sullo stato del manto nevoso come per una normale escursione sci alpinistica.
 


FONDO ESCURSIONISTICO


E rimanendo nell' ambito delle discipline alternative ma "alla portata di tutti" può sembrare curioso che vi sia un' attività che pone quale alternativa anche allo sci di fondo su pista che già viene considerato uno sport in ambiente. Sarà che l'avvento del passo pattinato ha messo le ali a questo sport in tutti i sensi, a spese forse della dimensione "contemplativa" che l'elegante passo alternato poteva maggiormente concedere, sarà anche qui la ricerca di maggiore isolamento, di avvicinare la natura in una dimensione più personale e non omologata. Dalla Val Rendena, da Pinzolo per la precisione, dove si è affermato nei primi anni '90 grazie ad un gruppo di appassionati e dove opera la prima Scuola della Regione nell' ambito del Cai-Sat, ecco venire la proposta dello "sci di fondo escursionistico". Con il suo carattere polivalente e non strettamente legato ad una specifica disciplina, costituisce un ritorno allo sci delle origini, quando soprattutto nei paesi scandinavi era (ma lo è tuttora) un mezzo per muoversi sulla neve sui terreni ondulati dei vasti plateu che caratterizzano quelle regioni. Sui nostri terreni alpini consente di effettuare
escursioni anche fuori dai tracciati segnalati, con uno sviluppo prevalentemente in lunghezza e dislivelli relativa- mente contenuti. Rispetto allo sci di fondo, richiede una serie di adeguamenti per poter affrontare in sicurezza la neve non battuta. Lo sci escursionistico si avvale di attrezzatura e tecnica specifiche, intermedie tra quelle dello sci di fondo e dello scialpinismo, atte a consentire leggerezza ed agilità sui lunghi percorsi e a fronteggiare tratti accidentati e ripidi fuori pista. Praticando lo sci di fondo escursionismo più della velocità e dell' eleganza di stile è importante una buona padronanza dello sci su terreno e neve variabili, ma anche una buona conoscenza della montagna invernale per orientarsi, prevenire ed evitare le situazioni pericolose e fronteggiare gli imprevisti. Saper leggere le carte topografiche, scegliere i percorsi più adatti in base alle condizioni del terreno, metodi di verifica locale della stabilità del manto nevoso, l'uso dell'Arva e della sonda per poter operare l'autosoccorso in tempi rapidi. Questa deve essere la base di conoscenze da acquisire e da arricchire poi con l'esperienza ad ogni nuova uscita sulla neve, senza dimentica- re quello che disse una volta un noto alpinista svizzero, André Roch: "Esperto attenzione! La valanga non sa che tu sei esperto".


 

PER SENTIRSI COME JACK lONDON



Oggi sono disponibili sul mercato diversi modelli di racchette da neve, dalle più semplici alle più sofisticate. I modelli in plastica stanno prendendo il sopravvento sui classici "fagioli" in legno e tela, il loro prezzo rimane fra 65 e 105 Euro (130-200 mila lire) per i modelli più semplici. Con i modelli in telaio tubolare d'allumino o lega leggera i prezzi salgono decisamente, verso i 200-260 Euro (400-500 mila lire). Indispensabili i volantini con una rotella abbastanza larga. L'abbigliamento dovrà essere quello per l'alta montagna, capi caldi, tra- spiranti, impermeabili, da togliere e rimettere velocemente. Uno zaino per riporre il tutto insieme ad una termos e cibi energetici. E sulla neve sempre gli occhiali da sole.