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E N I O W E B P A G E

 

 

 
Lo Strudelone

   

     

 

TRENTO

 

Oggi, 22 Settembre 2002, alle 16,  il dolce da record è in piazza Duomo e in via Belenzani. Lo Strudelone è servito.Un chilometro di tradizione per i golosi. Oggi, finalmente, è « Strudelone ». E se fare il pane più che un fatto di mestiere è un fatto d'arte, allora si affilino le armi: le buone forchette. Questo pomeriggio l'opera dei panettieri trentini incanta gli occhi e conquista il palato: il dolce che è lungo quanto una piazza e un'intera via verrà servito a partire dalle 16.00 in piazza Duomo e in via Belenzani. Il risultato? Un chilometro di tradizione: un morbido e dolce impasto di farina, zucchero, uva passa, pinoli, cannella e chiodi di garofano per celebrare il frutto che dell'Autunno trentino, è la regina: la mela. Questa è la giornata più attesa del Festival dello Strudel, del Moscato e del Vino Santo Centro Storico di Trento. Il primo dei tre appuntamenti organizzati dal Comune per celebrare i prodotti dell'autunno trentino, che è stato un successo di esposizioni e di pubblico, si chiude in bellezza. Anzi, in bontà. Protagonista assoluto della giornata è il tipico dolce di mele trentino, celebrato in ogni angolo della città, lo strudel. A corollario mostre ed allestimenti a tema, stand di vendita e degustazione per preparare il palato ai prossimi appuntamenti. Ma mentre il Festival ha proposto una quattro giorni di variazione sul tema, nella semplicità di un prodotto che non stufa mai, la piazza ed il centro sono pronte a servire il «mostro»: lo Strudelone. Un chilometro di pasta dolce e mele tutto da mangiare, da piazza Duomo a via Belenzani. Ma se il centro città si fa di zucchero ( lo strudel verrà tagliato alle 16.00 ), le proposte per questa giornata di festa che chiude il primo dei tre appuntamenti dedicati ai fiori più amati dell'autunno trentino ( il dolce, il vino e la cucina ) di certo non mancano. E allora ecco una piccola guida di questa domenica in città. Prima di arrivare alla fatale (per la gola) ora del taglio dello « Strudelone », ci sono mille modi per passare il tempo che precede lo scoccar delle attesissime ore 16.00. Cosa vedere: numerose le mostre aperte, dal «Gotico» al castello del Buonconsiglio e al Museo Diocesano, alle collezioni di Palazzo delle Albere, della galleria Civica, del Museo di Scienze Naturali, di Palazzo Trentini. Per un piccolo breck: i bar propongono «Via che vai strudel e moscato che trovi»: abbinamenti di strudel e torta de fregoloti con il vino moscato e il vino santo. Mostre mangia e bevi: dalle ore 10.00 alle ore 22.00 a Palazzo Geremia, in via Belenzani, l'appuntamento è in cantina. Anzi, « Alla corte di Bacco » con degustazione di vini autoctoni trentini e Trentino Grappa, organizzata dalla Camera di Commercio di Trento in collaborazione con l'Istituto Tutela Grappa del Trentino e l'Istituto Agrario San Michele. Dove mangiare. Al ristorante: dalle ore 12.00 e dalle ore 19.00, i ristoranti propongono piatti della «Cucina trentina» a prezzi speciali. In piazza. Sapori di una volta anche nel maxi stand di piazza Fiera, dalle ore 10.00 alle ore 22.00. Tra le proposte del menù: strudel di mele con Trentino D.O.C. Moscato giallo; torta di fregoloti con Trentino D.O.C. Vino Santo della Valle dei Laghi. La Genuinità della cucina trentina, la delicatezza dei dolci abbinata ai vini, alle grappe e allo spumante Trento D.O.C., a cura di Poolsar - Consorzio Sviluppo Ristorazione Trentina. Artigianato artistico. Dalle ore 10.00 alle ore 22.00 Piazza Cesare Battisti: Artigianato Artistico Trentino La vetrina dell'artigianato artistico e tradizionale del Trentino. La banda: alle ore 10.30 Piazza Fiera ci sarà l'esibizione itinerante della Banda di Vigo Cortesano. Lo Strudelone: dalle ore 16.00 da Piazza Duomo a via Belenzani, l'appuntamento più atteso della settimana. Un record da mangiare: mille metri di tradizione trentina organizzato dal Comune di Trento in collaborazione con panificio SOSI, Associazione ANA di Trento e ASIS. Una fetta costa 1 euro e il ricavato sarà devoluto in beneficenza al Villaggio del Fanciullo SOS di Trento. Si parla di 16.000 porzioni, servite sui tavoli che trasformeranno il cuore della città in una grande pasticceria a cielo aperto. Si prevede un afflusso di golosi da record, proprio come il dolce che verrà servito, ma la disposizione e la lunghezza della mensa è tale che, si prevede, nessuno potrà rimanere a bocca asciutta. Per finire. Dalle ore 21.00 in Piazza Fiera: esibizione del Gruppo Tradizionale Folkloristico di Pieve Tesino.

 

L'inconfondibile Re Puzzone, mantiene intatta la sua personalità e domina senza timore le tavole della Val di Fassa
 

LA RICETTA


Polenta di patate

INGREDIENTI

 

2 Kg di patate,

1 etto di burro,

1 etto di farina gialla,

1 cipolla, acqua, latte e sale.

Si lessano le patate, si pelano e si passano nello
schiacciapatate,
si versa nel paiolo il burro, la farina mescolando con attenzione,
quindi la cipolla
tritata finemente e si far rosolare
il tutto, si aggiunge un po'
di acqua, un po' di latte e

le patate, si sala e mescolando

si porta a cottura, si serve
accompagnandola con qualche

fettina di formaggio Puzzone.

Re Puzzone, così lo si dovrebbe chiamare rievocando con questo nome la memoria di certi re contadini di epoche remote che nonostante l'essere assurti ai fasti del potere e della nobiltà conservavano ancora la memoria delle origini popolari e contadine. Prodotto oggi dal caseificio di Moena in Val di Fassa in circa dodicimila esemplari l'anno, è oramai stabilmente associato all'offerta gastronomica della Val di Fassa e del Trentino. Questo nonostante rappresenti una realtà produttiva "piccola" rispetto ad altri formaggi blasonati italiani. Il nostrano della Val di Fassa, o Puzzone di Moena o Spetz Tsaorì (in Ladino) come dir si voglia, caratterizzato dalla crosta untuosa e, naturalmente, dal forte odore, veniva prodotto già nell' antichità dai caseifici turnari con un trattamento a base di acqua tiepida e poco sale che lo rendeva impermeabile bloccando fermentazioni indesiderate ma allo stesso tempo favorendo fermentazioni interne anaerobiche in grado di accentuare odori e aromi caratteristici. Se da una parte il rispetto della tradizione si è dovuto adeguare alle esigenze associative dei malgari e dei casari della valle, la produzione moderna non ha perso molto del fascino di una volta. Questo formaggio, potrebbe competere con molti altri, anche se, a detta di alcuni esperti e ristoratori, subisce ancora lo svantaggio di una politica di mercato poco ambiziosa. Un ulteriore sforzo verso la qualità e tempi di stagionatura più lunghi potrebbero facilmente giustificare un prezzo più alto senza fargli perdere fette di mercato, anzi. Formaggio a pasta dura, semicotta a latte intero, il Puzzo ne si presenta al naso con !'inconfondibile odore intenso. La pasta morbida di colore paglierino chiaro ha un'occhiatura medio piccola sparsa. Le forme misurano dai 32 ai 36 centimetri con 

un'altezza di 9 - 11 centimetri mentre il peso varia dai 9 ai 12 kg. La stagionatura varia da un minimo di 60 giorni a un massimo di 8 mesi. Anche se !'intento sarebbe quello di portarlo molto oltre per dargli ancora maggiore forza.

 

Basterebbe una stagionatura di poco più lunga per accentuare ed esaltare la sua caratteristica complessità di odori e renderlo un formaggio assoluta mente unico